Crollo cavalcavia, tragedia sfiorata a Fossano. Interpellanza M5S in Parlamento

Interpellanza 2-01764

presentato da

DADONE Fabiana

testo di

Mercoledì 19 aprile 2017, seduta n. 781

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere – premesso che:
il giorno 18 aprile 2017 a Fossano (Cuneo) è crollato un viadotto della tangenziale, di competenza dell’Anas, che attraversa via Marene nelle vicinanze del cimitero cittadino;
per una mera circostanza fortuita non vi sono stati morti o feriti ma solo danni ad una automobile dei Carabinieri che gli occupanti, sentendo gli scricchiolii provenire dal viadotto stesso, avevano abbandonato in tempo;
al momento non è possibile stabilire le cause del crollo, ma secondo Adriano Scarzella, ingegnere, vicepresidente dell’ordine ingegneri della provincia Cuneo, l’ipotesi più probabile pare sia il collassamento di un giunto. Sempre secondo lo stesso ingegnere, la rottura potrebbe essere stata provocata da problemi di manutenzione. Per esempio, d’inverno lo spargimento del sale crea infiltrazioni d’acqua e grande corrosione dei trefoli (cavi), che alla lunga possono essere danneggiati. Una volta che il giunto è collassato, si è verificato il cosiddetto «crollo a ginocchio», cioè il cedimento del giunto dall’altra parte;
la procura della Repubblica di Cuneo ha aperto un procedimento penale, al momento contro ignoti, per stabilire le cause del crollo ed individuare i responsabili. Verrà quindi svolta una perizia per capire se è questione di progettazione, esecuzione di lavori, materiali utilizzati o scarsa manutenzione;
non è purtroppo il primo episodio di crollo di un viadotto che si verifica in Italia; solo un mese fa, infatti, e crollato un ponte sull’autostrada A14 al chilometro 235+800, all’altezza di Camerano (Ancona), tra le uscite di Loreto e Ancona Sud. In quell’occasione vi furono due morti e tre feriti gravi. Altri casi si sono verificati in Sicilia e in altre regioni dell’Italia;
la normativa di settore sul controllo dei ponti, in particolare la circolare del Ministero dei lavori pubblici, Presidenza del Consiglio superiore – Servizio tecnico centrale n. 34233 del 25 febbraio 1991, prescrive a carico dei gestori di strutture da ponte stradale la «conoscenza delle caratteristiche delle opere loro affidate […] sostenute da adeguata documentazione tecnica da istituire per ogni opera […] contenente tutti i dati salienti relativi alla progettazione […] e alla gestione», l’esecuzione di verifiche, modulate in: vigilanza, ispezione, manutenzione e restauro, da svolgere a varie scadenze temporali «p.to 9. Gestione dei ponti stradali della Circolare n. 34233/1991»;
in particolare, la vigilanza dovrebbe essere permanente in modo da «accertare ogni fatto nuovo, l’insorgere di anomalie esterne, come fessurazioni, deformazioni anomale, armature scoperte […] e [il personale preposto] dovrà immediatamente segnalare tali effetti all’Ufficio da cui dipende»; la documentazione delle operazioni di vigilanza dovrà essere allegata al fascicolo dei documenti «di cui al punto 9.1» della circolare; le ispezioni dovranno essere oggetto di report da «conservare insieme alla documentazione tecnica di cui al punto 9.1»;
la manutenzione ordinaria dovrebbe prevedere «la riparazione localizzate superficiali delle parti strutturali, da effettuar anche con materiali speciali» e «gli interventi localizzati contro la corrosione»;
la manutenzione straordinaria dovrebbe prevedere il ripristino di parti strutturali in calcestruzzo armato, la protezione delle armature scoperte, la protezione dei calcestruzzi da azioni disgreganti con eventuale applicazione di film protettivo –:
se il Ministro interrogato possa chiarire se l’Anas, gestore del viadotto crollato abbia rispettato la normativa sul controllo dei ponti, se abbia eseguito la vigilanza permanente, le ispezioni e la manutenzione ordinaria della struttura, considerato che una tempestiva ottemperanza alle prescrizioni normative sulla gestione dei ponti stradali avrebbe probabilmente potuto evitare il crollo;
se risulti che il gestore abbia tenuto un registro o un fascicolo tecnico sui controlli effettuati sulle strutture da ponte e in che data risultino i vari livelli di accertamento e riscontro tecnico delle prime;
se risulti che il gestore abbia eseguito la manutenzione ordinaria, tramite le riparazioni localizzate e gli interventi localizzati contro la corrosione e se disponga di documentazione che provi l’avvenuto svolgimento delle attività prescritte dalla normativa specifica di settore e, in caso positivo, se ne possa illustrare i contenuti.
(2-01764) «Dadone, Paolo Nicolò Romano, Della Valle, Crippa».

Fonte: fabianadadone.it