Gli scontri in #catalogna

Domenica 1 Ottobre nella regione autonoma di Catalogna è accaduto qualcosa che non può lasciare indifferente nessun cittadino europeo ed italiano.

Gli scontri che sono avvenuti in diverse città della Catalogna tra la Guardia Civil mandata dal governo centrale spagnolo e i cittadini catalani ci appaiono inaccettabili in un paese democratico e importante membro della UE come la Spagna e ci fanno molta amarezza, perchè vengono da un paese per cui abbiamo sempre avuto grande stima e rispetto. I cittadini catalani ci apparivano inermi, senza avere nell’animo la violenza di fare del male agli agenti della Guardia Civil, per questo condanniamo l’uso eccessivo della forza da parte delle forze di sicurezza mandate dal governo centrale spagnolo.

E’ vero, il referendum catalano sull’indipendenza non poteva essere ritenuto legale, visto che nella costituzione spagnola non è previsto tale esercizio e ci dispiace che tra Madrid e Barcellona sia mancato un vero dialogo costruttivo che potesse sfociare in una soluzione pacifica, prevedendo un giorno la possibilità di effettuare un reale referendum considerato legale e trasparente da ambo le parti. Dare la parola ai cittadini non è mai un male, è il sale della democrazia, ma si deve fare in modo condiviso e sereno da parte di tutti.

In tutto questo caos rileviamo come l’Unione Europea sia stata assente in questa vicenda, che non può essere bollata come un semplice “affare interno spagnolo”. Entrambi i contendenti appartengono all’Europa e sempre ne saranno parte, per storia, cultura, geografia. Quello che sta accadendo in Spagna ha riflessi importanti anche negli altri paesi dell’Unione Europea, basti pensare ai tanti nostri connazionali che vivono e lavorano o studiano in Spagna o in Catalogna.

Auspichiamo l’inizio di un dialogo paziente ed equilibrato tra le due parti, che escluda l’uso violento della forza pubblica e includa un eventuale processo di indipendenza in modo calibrato e diluito nel tempo, senza strappi decisi e non concordati tra le parti.

Riteniamo che l’Unione Europea, come soggetto terzo, possa assumersi un ruolo di mediatore tra le parti, tenendo a mente l’articolo 2 del trattato sull’Unione Europea, che salvaguarda le libertà e i principi democratici ai quali ogni stato membro della UE deve attenersi e non ceda alla tentazione di assecondare invece gli interessi individuali dei singoli membri, soprattutto quelli dei più forti, che probabilmente non hanno alcun interesse a manifestare considerazione verso pensieri democraticamente indipendentisti di terzi che potrebbero minare la loro volontà di controllo totale, innanzitutto al loro interno, e di concerto sugli altri componenti l’Unione.

Per il MoVimento 5 Stelle Cuneo: Lorenzo Pallavicini

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