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TARI: SCOPRI SE HAI PAGATO PIÙ DI QUANTO PREVISTO DALLA LEGGE

Nel mese di ottobre del 2016 il MoVimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione parlamentare per sottolineare come il calcolo operato dai Comuni italiani sulla quota variabile della Tari fosse palesemente errato.
Come è noto, infatti, la Tassa Rifiuti si compone di due quote: una fissa, in funzione dei metri quadri degli immobili, e una variabile che dovrebbe cambiare in funzione del quantitativo reale di rifiuti prodotto ma che, in mancanza di strumentazioni adeguate, i Comuni calcolano in rapporto ai componenti dell’utenza.
Quel che è accaduto è che, per quanto concerne le pertinenze ovvero i garage, i box, le cantine, le mansarde, le soffitte, moltissimi Comuni hanno inserito nel conteggio anche la quota variabile per ognuna di esse . In altri termini l’ammontare della Tari che doveva pagare una famiglia composta da 4 persone aumentava come fosse di 5 se la stessa famiglia possedeva un box, di 6 se deteneva anche una cantina, di 7 se vi era anche una soffitta nella propria utenza domestica.
Il sottosegratrio all’Economia e allle Finanze Dott. Beretta, dopo diversi solleciti presentati, in risposta all’interrogazione presentata, ha dato pienamente ragione al tesi del MoVimento 5 stelle affermando che la parte variabile della tariffa va computata solo una volta, considerando l’intera superficie dell’utenza composta sia dalla parte abitativa che dalle pertinenze situate nello stesso comune.
Per verificare se anche nei Comuni della Provincia di Cuneo la Tari sia stata calcolata in maniera errata basterà, pertanto, prendere una bolletta della tassa rifiuti e controllare se oltre all’utenza “domestica” principale sono presenti altre voci “domestica – accessorio” e se è presente il valore “tariffa variabile”. Qualunque cifra riportata è, dunque, illegittima.
Per fare ricorso, sarà sufficiente protocollare o inviare per raccomandata a/r, al Comune che ha richiesto il pagamento in eccesso in questi anni, un modulo con la copia delle bollette pagate ingiustamente. Trascorsi 90 giorni, se non si è ottenuta risposta o se è stato esplicitato un diniego, si potrà fare ricorso alla Commissione tributaria locale.
QUI il modulo FAC-SIMILE che può essere presentato al Comune.
Nel caso in cui abbiate dei dubbi vi invito a scrivermi alla mail info@fabianadadone.it, vi risponderò il prima possibile.

Source: Fabiana

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