Cuneo5Stelle

A cento anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale mai dimenticarsi della pace

foto: itinerarigrandeguerra.it

Cento anni fa terminava la Prima Guerra Mondiale, una delle carneficine più impressionanti che si sono avute nella storia dell’umanità. L’Europa vide sul suo suolo ogni tragedia possibile, basti pensare che le prime armi chimiche furono create durante quella guerra e migliaia di persone morirono solo perchè “si dovevano conquistare quei trecento metri di terra in più”.

Purtroppo il grande massacro non fu affatto un monito per le classi dirigenti che emersero dopo la guerra e nel giro di venti anni si crearono le condizioni per una tragedia altrettanto grande, la Seconda Guerra Mondiale. I politici che si occuparono dei trattati di pace dopo il 1918 furono più interessati al “bottino di guerra” che al risollevare le popolazioni civili massacrate ed in ginocchio. 

La mancanza di lungimiranza da parte di alcune delle potenze cosiddette vincitrici contribuì ad alimentare la fiamma del rancore che purtroppo in Germania sfociò nella più abominevole delle ideologie, il nazismo. Anche in Italia la diffusione del concetto della “vittoria mutilata” contribuì, almeno in parte, a generare tensioni sociali, le quali vennero risolte in un regime totalitario, in barba alle libertà fondamentali dell’individuo. 

Il ricordo delle vittime è un dovere come esseri umani prima ancora che come forza politica e deve essere anche un pensiero rivolto al futuro europeo. Se davvero si vuole ripartire per ricostruire una Europa più salda, l’ideale della pace deve essere una base imprescindibile.

Le controversie tra Stati ci sono e ci saranno sempre, è carino pensare all’idea di un mondo senza contenziosi ma è poco ancorato alla realtà. Nonostante questo, il modo con cui dirimere le vertenze deve essere pacifico e rispettoso, i toni da ultras e i boati da stadio finiscono al novantesimo, dopo la partita serve stringersi la mano e lasciare andare gli spasmi e le tensioni agonistiche della gara.

Non a caso parliamo di sport in una ricorrenza come questa. Uno degli esempi migliori di come anche dai massacri possano sorgere barlumi di umanità fu la partita di calcio tra alcuni soldati tedeschi ed inglesi durante il Natale del 1914, in cui almeno per un istante ci si ricordò di una cosa fondamentale per l’umanità, ovvero l’essere umano alla fine rimane un essere umano e non un pezzo di ghiaccio privo di emozioni e sentimenti. 

Lorenzo Pallavicini per il MoVimento 5 Stelle Cuneo

Tags
Mostra di più

Articoli Correlati

Close

Questo sito e gli strumenti terzi utilizzati si avvalgono di cookie tecnici e di profilazione,   necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella Privacy-Cookie Policy.

Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Privacy-Cookie Policy

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione, acconsenti all'uso dei cookie.