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Riflessione a ventinove anni dalla caduta del muro di Berlino, tra diritto alla mobilità e sicurezza delle frontiere europee.

Foto: Rai News

Ventinove anni fa il muro di Berlino veniva abbattuto da cittadini che vedevano l’approssimarsi della fine di un regime che negava loro una delle libertà fondamentali dell’individuo, la libertà di spostamento. 

Nel 2018 si può e si deve riaffermare che il principio della libertà di spostamento è un bene primario per l’essere umano, qualcosa che appartiene a tutti noi, ma allo stesso tempo è inevitabile che nel mondo rimangano delle frontiere da attraversare. L’idea di un mondo senza le frontiere nazionali è difficile da realizzare perchè sebbene la nostra specie sia sempre quella dell’homo sapiens sapiens in qualunque angolo del pianeta, bisogna fare i conti con il fatto che nel mondo esistono molte identità culturali e sociali anche profondamente diverse tra loro, le quali vanno affrontate con rispetto e senza volerle annullare in un unico crogiolo dove non c’è più spazio per le tradizioni e le culture locali. 

Il trattato di Schengen ha rappresentato un momento di svolta epocale nell’Unione Europea ma se si vuole continuare a mantenere il principio attivo di questo regolamento, ovvero la libera circolazione all’interno della UE, serve attuare un sistema di controllo migliore delle frontiere esterne all’Unione Europea, cosa non semplice visto che i confini extraUE spesso sono marittimi. 

Se non si riesce ad attuare un controllo adeguato e costante delle frontiere a livello extraeuropeo il rischio è che la percezione di sicurezza dei cittadini europei diminuisca  e venga meno un altro diritto cruciale per i cittadini, quello di sentirsi sicuri. 

E’ bello pensare ad un continente europeo con libera circolazione di merci e persone ma se si vuole tenere in piedi questo concetto serve un controllo delle frontiere esterne coordinato e, nell’ambito migratorio, che l’Italia possa confrontarsi con i partners europei facendo sì che il problema migratorio sia realmente trattato come un problema comune e non solo più come un affare italiano. 

Lorenzo Pallavicini per il MoVimento 5 Stelle Cuneo

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