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Più democrazia e meno criminalità: restituiamo ai nostri ragazzi un Paese migliore

Di Anna Macina

Elezioni pulite, riduzione del numero dei parlamentari, referendum propositivo… Tante novità in pochi mesi, partite dalla condivisione sulla piattaforma Rousseau e in procinto di diventare legge dello Stato. Ecco perché siamo soddisfatti di questi sei duri ma entusiasmanti mesi in commissione Affari costituzionali

Se i nostri concittadini ci hanno dato fiducia, è perché l’obiettivo del MoVimento è trasformare le sue battaglie storiche in nuove opportunità per gli italiani. Molte di queste battaglie sono frutto di una elaborazione comune e del passaggio delle proposte di legge sulla piattaforma Rousseau, strumento che restituisce protagonismo ai cittadini e consente di riappropriarsi del potere di cambiare le cose. Elezioni pulite, riduzione del numero di parlamentari, referendum propositivo, eliminazione del quorum, abolizione del CNEL, conflitto di interessi: sono tutti temi che il Parlamento sta affrontando grazie al MoVimento 5 Stelle e al protagonismo dei cittadini.

RIDUZIONE DEI PARLAMENTARI. Forti di questo intenso lavoro, in Commissione Affari costituzionali alla Camera stiamo portando avanti molte azioni concrete. Ad esempio, stiamo tagliando il numero dei parlamentari: i deputati passano da 630 a 400, i senatori da 315 a 200. Il risparmio sarà di mezzo miliardo di euro a legislatura: se ci pensate sono un sacco di soldi, che si potranno reinvestire in servizi per i cittadini.

REFERENDUM PROPOSITIVO. È già in Parlamento, poi, la nostra proposta sul referendum propositivo. Funziona così: i cittadini propongono una legge e il Parlamento avrà 18 mesi per esaminarla. Se deputati e senatori non si attiveranno, i cittadini la voteranno direttamente.

Attraverso queste due proposte riusciremo a far funzionare le Camere come si deve e a rimettere i cittadini al centro della vita politica del Paese. Per avere un’Italia moderna, competitiva e con leggi all’avanguardia occorre mettere d’accordo democrazia rappresentativa e democrazia diretta: popolo e istituzioni non devono essere mai più in conflitto!

ELEZIONI PULITE. La legge sulle elezioni pulite è già passata alla Camera. Le urne saranno semi-trasparenti, per controllare fin dall’inizio il loro contenuto. Le cabine saranno chiuse su tre lati, con il quarto lato aperto e rivolto verso il muro, mentre i pannelli frontali e laterali saranno di dimensioni minime: copriranno solo il busto dell’elettore, così non si potranno più fare foto alle schede. Gli scrutatori saranno sorteggiati anche tra disoccupati; i presidenti e i segretari di seggio non potranno essere scelti tra i condannati per reati gravi come mafia o corruzione e tra i parenti dei candidati. Stop agli scambi di favori, insomma. Senza dimenticare un’altra novità rivoluzionaria di questa nuova legge: i fuori sede potranno votare per referendum ed elezioni europee nel luogo dove si trovano per lavoro, studio o per motivi di salute.

Questa proposta è stata votata su Rousseau da moltissimi attivisti ed era stata approvata dalla Camera già nella scorsa legislatura, senza però arrivare al via libera del Senato. Adesso sta per diventare realtà.

LOTTA ALLE MAFIE. E ancora, abbiamo creato la Commissione antimafia più forte di sempre, che adesso ha anche un nuovo presidente: Nicola Morra. Con le nuove funzioni, questo organo potrà anche controllare il rapporto tra informazione e mafie, la composizione delle liste elettorali negli enti locali e la gestione dei beni confiscati alle cosche.

Siamo contenti di questi primi risultati concreti, che iniziamo a consegnare ai nostri ragazzi. È a loro che restituiremo una società migliore di quella che abbiamo trovato quando siamo arrivati in Parlamento. E questo è solo l’inizio.

Da ora in poi, infatti, ci aspettano altre importanti sfide, come una legge che stronchi una volta per tutte i conflitti di interessi, l’eliminazione di carrozzoni pubblici come il CNEL e l’abolizione del numero minimo di partecipanti al voto quando si decide sulle principali battaglie dei cittadini, come i referendum.

 

Source: Fabiana Dadone

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