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Bene la fine della latitanza di Battisti ma rimangono ancora tanti, troppi latitanti che devono pagare il proprio conto con la giustizia italiana

Foto: ansa.it

La cattura del latitante pluriomicida Cesare Battisti è una ottima notizia per tutto il paese e in primo luogo per i familiari delle vittime, che si spera finalmente potranno avere la giustizia che per decenni gli è stata negata da scelte incomprensibili di certe classi dirigenti di paesi stranieri, dove Battisti ha potuto trovare un totale ed immeritato asilo politico, in barba alle leggi italiane che lo avevano condannato negli anni Settanta per i suoi delitti. 

Tuttavia, il caso Battisti è solo un esempio dei tanti latitanti ancora sfuggiti alla giustizia italiana che commisero delitti durante i cosidetti anni di Piombo e troppi di questi delinquenti sono ancora in esilio dorato in paesi dove è ingiustificabile la protezione di cui godono e non sempre si è trattato di paesi dove vigevano regimi discutibili e non pienamente democratici. 

Basti pensare in Francia alla dottrina Mitterand, un bell’esempio di coesione europea, dove centinaia di persone che avevano commesso atti di violenza trovarono rifugio e protezione in barba alle relazioni internazionali per le quali dovrebbe prevalere il buon senso di dire che se una persona ha commesso atti di violenza ingiustificabili essa debba essere consegnata alla giustizia e scontare la sua pena, specie quando i reati sono stati commessi in un paese democratico e non in un regime totalitario e dittatoriale!

Per questo serve una maggiore rapidità nelle procedure di estradizione  e trovare accordi a livello globale in modo che non esistano più casi come quello del 2010 dove all’ultimo giorno di mandato l’ex presidente brasiliano Lula negò l’estradizione di Battisti all’Italia. 

Ci sono, ci devono essere dei reati su cui non si può non essere tutti d’accordo e su cui l’estradizione, in un paese democratico e che garantisce comunque il rispetto dei diritti dei detenuti, debba valere e l’omicidio è senza dubbio uno di questi reati. Ci sono ancora paesi nel mondo in cui non esiste nemmeno il concetto giuridico di estradizione: è tempo che si adeguino.

Lorenzo Pallavicini per il MoVimento 5 Stelle Cuneo

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