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Salario minimo garantito anche in Italia

Foto:FIRSTonline

Sarebbe bello capire per quale ragione la determinazione dei salari minimi in Italia sia affidata unicamente alla contrattazione collettiva nazionale applicata per ogni tipologia aziendale, spesso con notevoli discriminazioni all’interno di settori analoghi.

Mi spiego meglio con un esempio molto semplice:

Nella sanità privata, vi sono diversi contratti collettivi nazionali; tuttavia, accade che lavoratori con la stessa stessa mansione, gli stessi orari e le medesime responsabilità si ritrovino a fine mese con salari decisamente diversi.

Un infermiere assunto con contratto collettivo nazionale Aiop Sanità (personale non medico) livello D ha una retribuzione lorda di circa € 1760,00 mensili.

Un infermiere assunto con contratto collettivo nazionale Cooperative Sociali livello D (ex livello 6) ha una retribuzione lorda di circa € 1460,00 mensili.

A parte la discriminazione professionale, in quanto entrambi per svolgere la stessa mansione debbono aver conseguito lo stesso titolo di studio, ciò che ritengo essere ancora più grave è che spesso le due figure si trovano nella stessa struttura su turni diversi.

L’aver affidato la determinazione dei salari minimi ai vari contratti collettivi nazionali, ha di fatto impoverito i lavoratori e ha consentito molteplici discriminazioni a norma di legge.

Il salario minimo garantito, è attualmente applicato in 23 paesi dell’Unione Europea sulla base del costo della vita di ogni singolo paese.

Per quanto mi riguarda, in Italia i contratti collettivi nazionali posso continuare ad esistere liberamente; tuttavia, le retribuzioni minime devono essere determinate dallo Stato, applicate ad ogni singola mansione affinché tutti i lavoratori abbiano la garanzia di una sopravvivenza dignitosa, indipendentemente dal contratto collettivo nazionale utilizzato dall’azienda.

L’Unione Europea non può intervenire in materia di determinazione delle retribuzioni; tuttavia i nostri parlamentari hanno chiesto che “la Commissione valuti le modalità e gli strumenti per garantire, a livello di Stati membri, un salario minimo adeguato, in linea con le prassi e gli usi nazionali e nel rispetto delle caratteristiche di ciascun paese, al fine di sostenere la convergenza sociale in tutta l’Unione”.

In Commissione Lavoro al Senato è stato depositato un disegno di legge, a prima firma Nunzia Catalfo, che istituisce il salario minimo orario.

Per il M5S di Cuneo

Tommaso Bonaveri

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