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La riqualificazione ed il recupero dei terreni agricoli può contare su un nuovo utile strumento: La Banca della Terra

Foto:Piemontechecambia

L’approvazione della nuova legge quadro regionale sull’agricoltura ha comportato, oltre ad un riordino generale ed accorpamento delle tante norme regionali sul tema, alcune novità interessanti e tra queste crediamo che una delle più significative, specie per una provincia a vocazione agricola come la nostra, sia la cosiddetta Banca della Terra, uno strumento fortemente voluto dal MoVimento 5 Stelle regionale che potrebbe dare ottimi risultati in termini di un aumento delle terre coltivate, del recupero degli incolti e di una valorizzazione del paesaggio agricolo.

E’ una misura di portata non indifferente, basti pensare alla grande quantità e varietà di terreni incolti e potenzialmente recuperabili alla coltivazione, sia in pianura che nelle zone montane e collinari. L’eccessivo proliferare dei terreni abbandonati o incolti è un problema che comporta non solo una mancanza di cura del territorio, con rischi che vanno dal dissesto idrogeologico al proliferare delle specie vegetali alloctone, ma anche una mancata valorizzazione del paesaggio.

Lo stesso piano paesaggistico regionale riconosce l’importanza del recupero dei terreni incolti al fine di valorizzare il paesaggio ed il Piemonte ha, tra i suoi punti di forza, la grande diversità dei paesaggi, alcuni dei quali, come quello vitivinicolo della Langhe e del Monferrato, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento dell’UNESCO.

Al di là della possibilità, importante, di poter assegnare nuove terre coltivabili e di promuovere il recupero agricolo di zone come quelle montane o di alta collina si tratta anche di un modo per porre un argine ad un consumo eccessivo del suolo, fenomeno che comporta l’impermeabilità dei terreni con conseguenze immaginabili sulla morfologia ed idrogeologia del territorio.

Da non dimenticare, inoltre, che un recupero in chiave agricola di terreni abbandonati può comportare il miglioramento della biodiversità, come dimostrano alcune specie avicole selvatiche tra le quali ricordiamo la coturnice, specie avicola ormai divenuta rara nelle nostre vallate e che ha sofferto assai l’abbandono dei terreni agricoli montani .

E’ chiaro che l’istituzione della Banca della Terra è solo un primo passo, ne serviranno altri come il censimento ad opera dei comuni dei terreni e dei fabbricati idonei per questo provvedimento, nonchè andare a vagliare le utenze idriche e le varie possibilità di approvvigionamento idrico, ma la direzione è quella giusta e auspichiamo ci sia una buona collaborazione tra i vari livelli istituzionali e le associazioni agricole e fondiarie, i consorzi agrari ed irrigui, al fine di dare piena attuazione a questo significativo mezzo.

Mauro Campo e Lorenzo Pallavicini per il MoVimento 5 Stelle Cuneo

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