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La P.A. secondo la Ministra Dadone

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La Pubblica amministrazione non è una torre d’avorio o un’isola separata dal resto della società civile. Anzi, e lo dico con chiarezza: serve un nuovo patto tra la Pa e la comunità nel suo complesso, a partire dalle imprese, i professionisti, il terzo settore, i territori, le autonomie.
E naturalmente i cittadini tutti: l’amministrazione è pubblica non perché appartenga allo Stato o a qualche grande burocrate, ma perché è mia, vostra, di ciascuno.

Da ministro della Pa il primo obiettivo sarà aprire il palazzo al confronto con gli stakeholder: solo così si potranno individuare i veri problemi, i nodi da sciogliere. Non servono riforme draconiane, progetti palingenetici come quelli concepiti in passato. Né atteggiamenti inutilmente punitivi che finiscono per frustrare anche chi lavora bene. È meglio promuovere buone pratiche e ragionare su interventi mirati.

Tuttavia serve una nuova narrazione, perché la Pa non è un ufficio sommerso di scartoffie o una sala d’attesa con un turno allo sportello che non arriva mai.

Le scuole o le università in cui mandiamo i nostri figli, le forze dell’ordine che ci proteggono, molte delle strade su cui viaggiamo ogni giorno. La Pubblica amministrazione è sempre intorno a noi, è fatta di servizi e i servizi sono prima di tutto le persone che vi lavorano dentro e li erogano.
Avrò l’onore e l’onere di valorizzare proprio le competenze e la passione che stanno dietro quel lavoro.

Il merito conta, ma per dare benefici visibili esso ha bisogno di innestarsi in un progetto di sostenibilità e semplificazione, e in una continua spinta verso l’innovazione e la digitalizzazione.
Lavoreremo a valutazioni sempre più oggettive e fedeli circa le performance di dirigenti e dipendenti. Servire lo Stato, e quindi i cittadini, deve essere vissuto come un privilegio, una missione che va oltre il mestiere, oltre la mansione. Ed è per questo che saremo inflessibili con chi abusa, con chi sbaglia. I cosiddetti furbetti del cartellino non fanno un danno solo a tutti noi, ma in primis ai loro colleghi e al loro ufficio.

Merito e diritti viaggiano tuttavia di pari passo. Agiremo con l’obiettivo di raggiungere l’effettiva parità di genere dentro la Pa: donne e uomini devono avere le stesse possibilità di accesso alla dirigenza, alle posizioni apicali. E stroncheremo ogni abuso ai danni del lavoro dipendente, somministrato o comunque precario.
Ai diritti di chi lavora nei pubblici uffici fanno poi da contraltare i diritti di chi punta a entrarvi.
Faremo le dovute valutazioni in ordine alle proroghe dei termini delle graduatorie in essere. Questo Governo avrà la massima attenzione per le aspettative degli idonei, nella consapevolezza di quanto sia necessario uscire dall’emergenza del pregresso per tornare via via ad un ritmo fisiologico di bandi e concorsi.

Favoriremo i concorsi unici organizzati dalla Funzione pubblica, anche per Regioni ed enti locali, così da garantire più trasparenza, agilità e snellezza all’accesso alla Pa.

Ci sono 4,3 miliardi in tre anni per il rinnovo dei contratti e centinaia di milioni per le nuove assunzioni. Lo sblocco completo del turn over ci consentirà a breve quello svecchiamento di cui la Pa ha bisogno per viaggiare verso il futuro. Ma il ringiovanimento è anche premessa essenziale di quella svolta digitale che, come detto, appare ormai irrinunciabile per creare una vera “smart nation”, completare il processo di definizione della “cittadinanza digitale” e così avvicinare i servizi alle persone, con un occhio di particolare riguardo ai diversamente abili.

Tuttavia, la semplificazione nel settore pubblico (per esempio, cancellando la duplicazione dei controlli) è essenziale per il rilancio della competitività del Paese: la Pa non deve essere percepita come nemica o un peso per chi produce. Anzi, uno Stato leggero e ben organizzato può offrire alle nostre aziende una infrastruttura imprescindibile per crescere bene.

Obiettivo rispetto al quale è vitale anche proseguire nella lotta alla corruzione, una piaga contro cui il M5S al Governo ha già fatto tanto. Mai mollare la presa però! E da ministro della Pubblica amministrazione, agirò con fortissima determinazione su questo fronte.

Così come darò impulso alla sostenibilità ambientale per andare sempre più verso una “Pa green” sul fronte degli approvvigionamenti e delle abitudini di lavoro.

Vi terrò informati su ciò che faremo giorno per giorno in un ministero così importante. Con l’aiuto fondamentale delle persone che lavorano con me, di tutti i parlamentari e degli stakeholder.
Avviciniamo lo Stato alle persone, il Governo ai cittadini: da portavoce divenuta ministro, non potrei darmi missione più importante.

Source: Fabiana Dadone

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